In Verità

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sabato 8 dicembre 2012

FESTA DEL REIMMACOLATO MALCONCEPITO




E’ un dato di fatto Silvio ritorna, il Vaticano twitta il catechismo in 140 caratteri, Bersani si alleerà con cani e porci e Grillo ha fatto i provini su Youtube del Grande Bordello… . Io intanto aspetto che il fumettista di questa storia mi cancelli da questa nefanda striscia anche se sono solo una marginale bozza a matita.
Monti, sulla strada del Quirinale chiede agli italiani di non cadere in perigliosi populismi: Mario… è un po’ come chiedere a Montezemolo di girare in Duna… a Marchionne di fare uno shampoo. L’Italia o si compra o la si illude e non abbiamo bisogno di ulteriori conferme: non v’è necessità di scomodare la Sesta Cantica del Purgatorio o prima ancora Sallustio. Oggi è un giorno triste, il giorno della consapevolezza più amara. Il giorno in cui abbiamo avuto la prova definitiva che può congelarci in una - per “voi” - comoda rassegnazione, la rassegnazione di chi ha arrendevolmente ceduto sentenziando senza appelli che non cambierà mai nulla. Quel sentimento che ci ha sempre percorsi e ha fatto sì che fossimo governati da un folle megalomane per venti anni (ma estremamente furbo e con grandi disponibilità) e che ci ha portato poi ad un esecutivo sterile, esoso… sempre pronto a iniettare panico economico. Caro Monti lei è responsabile e non vittima di questo giorno dell’Immacolata. La sua responsabilità è stata doppia: innanzitutto ha generato un malessere sociale ed economico enorme con la sua politica iniqua, sbilanciata e senza prospettive di crescita. Conseguentemente questo clima stagnante e socialmente morente da lei voluto è stato l’habitat naturale affinché l’uovo nero dell’ “Alien” populista berlusconiano potesse esser covato con tutti i crismi. Lei è stata una chioccia fin troppo materna per quello che ora chiede di arginare e di non considerare.
Oggi, quindi, nel calendario Silviano, che adotteremo per viltà, insipienza e comodità - e perché le nomine e i posti di lavoro si danno in base al governo di turno – si festeggerà l’inizio del periodo dell’ri-avvento berlusconiano: il giorno della ricostruzione dell’imene politica di una figura senza ritegno, che è in grado di negare le evidenze con il sostegno di un’accolita di incapaci ma da lui resi potenti in questi anni, che pur di mantenere le loro poltrone dichiarerebbero sotto giuramento che Ruby all’epoca dei fatti era in prepensionamento, che il vero dramma del paese è la magistratura, che la mafia non esiste e che alla fine è tutta colpa di Falcone e Borsellino perché non dovevano comperare macchine a gas!
Caro Monti, lei come me, come tutti noi… crede davvero di essere solo vittima della furbizia Berlusconiana? Vogliamo davvero dissociarci dichiarandoci “senza colpe” da tutto questo? Se qualcuno fa il furbo lo deve sempre fare a discapito di una o più vittime… ma siamo sicuri che le vittime siano intonse e innocenti?
Lasciarlo fare e agire per venti anni senza ostacoli, e in alcuni casi addirittura facilitandogli la strada, come nel conflitto di interessi, permettendo che tutti i processi a suo carico cadessero in prescrizione o che persino un caso di prostituzione minorile che coinvolgeva il capo di un Governo diventasse una menzogna evidentissima ma giustificata e ratificata dal Parlamento, si può mai addebitare ad una sola persona e ai suoi miseri seguaci? Non siamo stanchi di cercare salvatori della patria o, dall’altro lato della moneta, capri espiatori nazionali?   
Caro Monti, lei non è meno colpevole di Berlusconi, la sinistra non è meno colpevole di Berlusconi.
 Almeno i lacché a pagamento hanno avuto un’interessata, vergognosa ma palese coerenza rispetto a tutti noi che condannavamo senza aver fatto mai niente. Sia con Berlusconi che con lei, caro Monti, eravamo solo bravi a lamentarci…
Vede? Eravamo già populisti. E’ la nostra visione del mondo, e anche la sua caro professore…, lei dov’era, che faceva durante il berlusconismo? domanda che dovremmo farci tutti? Il populismo è il sangue infetto che irrora il cuore malato dell’unico vero partito vincente di questo paese: il Partito della Pagnotta.
L’unica magra consolazione - che forse potrebbe essere anche una pallida soluzione - consisterebbe nel passare dalla condanna politica a quella storica. Riconoscere e consegnare alla storia questo medioevo populistico-mediatico e considerarlo il più grande fallimento di questo paese dopo il fascismo…. in modo tale da archiviare definitivamente il suo stesso fondatore… ma anche lei, anche tutta la classe politica di questi trent’anni. Nulla può esser salvato a questo punto, neanche noi.