In Verità

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venerdì 30 novembre 2012

PRIMARIE SI...PRIMARIE OH NO!!!!



Mentre i fanciulli Bersani-Renzi stanno giocando la partita al monopoli del centro sinistra con qualche citazione tristemente pindarica a “indovina chi” menandosi oltretutto wireless via Nintendo, il Pdl sembra abbandonare sempre più l’ipotesi primarie.
Berlusconi afferma che ci vuole chiarezza! Strano visto che proprio lui ogni mattina si sveglia, apre le pagine gialle e a occhi chiusi punta il dito a caso recitando il mantra: “a chi devo rompere i coglioni oggi?”
Alfano è smunto e depresso, si pente di non esser stato Casiniano, quindi attendista e pronto a guardare lì ovunque una poltrona vuota si annidi! Due giorni fa il segretario di un Pdl agonizzante nel mellifluo mare del ridicolo, era pronto a tirar fuori carattere e personalità con l’intenzione di eliminare il “Cavalier rompente” ad ogni costo; ma ieri ha ceduto di schianto sulla dirittura di arrivo! Basta! Le primarie forse le archiviamo e deciderà il consiglio di Presidenza del Pdl! Ora tutto sta a creare un consiglio di presidenza, organismo buttato lì come una busta di indifferenziato davanti al portone della politica italiana. La Meloni a sua volta oggi dichiara di non voler rinunciare alla corsa al premierato – nessuno le ha detto che Fino ad ora hanno tutti scherzato, anche Proto non era altro che una foto da giovane di Silvio – e chiede pubblicamente a Berlusconi di fare un passo indietro; ma fare una proposta del genere a Berlusconi è come accusarlo di impotenza, lui si aizza … mi si ingrifa di brutto e pur di dimostrare di essere abile e capace è disposto a tuffarsi nei navigli il giorno di Natale e raggiungere Grillo a nuoto in Nuova Zelanda e doppiarlo!
Dall’altro lato del triste cielo della politica italiana c’è un Renzi agguerrito che pubblicizza il giorno del ballottaggio e tramite la fondazione Big Bang compra pagine di giornali, spazi nei siti web, applica tazebao scritti a pennarello negli ingressi degli autogrill – non sapendo che molti elettori del centrodestra si sentono vocati a partecipare alla resa dei conti perché in fondo “Matteuccio” è di casa! Ieri da Santoro era in logorroica fase ectoplasmatica: completamente avulso all’annoso tema dell’Ilva sciorinava pensieri moralisteggianti e populisti… tenendo comunque a precisare che non era lì per far propaganda, applicando in modo tutt’altro che surrettizio il famoso scioglilingua: “io so che tu sai che io so”. Detto in talleri… propagando promuovendomi… dichiarando di non propagandare la mia promozione! E quindi giù di ovvietà: la questione ambientale senza un piano ambientale, la questione economica senza un piano economico, la questione occupazionale senza un’idea di crescita ma con il solito proposito buonista e demagogico che recita: questo paese deve cambiare, il modo e il progetto sono inezie, particolari trascurabili da affrontare a babbo morto. Illuminante è stata la domanda finale di Santoro a Renzi in sostanza il primo a chiesto al secondo qualcosa di sinistra… Renzi non si è girato fino a quando non è stato nominato. Si guardava in giro chiedendosi: “ma Santoro con chi sta parlando? Con chi ce l’ha? Tranne il segretario della Fiom Landini chi cazzo c’è di sinistra?”
Il suo diretto avversario, un certo Pierluigi Bersani, lo ritroveremo da lì a poco da Vespa – solo questo lo inchioda senza appello -, anch’egli con idee confuse anche se espresse in modo più navigato e sornione; fortemente piccato per il tiro mancino pubblicitario e propagandistico tiratogli da Renzi e dalla fondazione Big Bang in questi due giorni. Extra Moenia televisive la guerriglia del centro sinistra – davvero patetica – ha ben altri toni: il gioco sporco di Renzi è stato denunciato al garante delle comunicazioni come scorretto, in quanto ha usato mezzi esterni e al di fuori delle possibilità del candidato, e si è parlato anche di esclusione del sindaco di Firenze dalla corsa alla primarie, Renzi dall’altra parte dello stesso partito denuncia un complotto lobbistico del gota del Pd ai suoi danni (si comincia sempre così… poi si finisce con le toghe rosse), alludendo anche a brogli elettorali e scorrettezze nel sistema di voto. In poche parole Caino e Abele si scambiano i ruoli, e appena c’è una telecamera nascondono le pietre che si tirano appresso in casa, se poi qualcuno nota gli ordigni tutti sono pronti a dire che sono “confettoni di Sulmona” per la grande festa del Pd!
In tutto questo io voto Landini… già solo per la decenza e il rispetto per se stesso che ha e ha avuto nel non voler diventare un’abominevole attrazione di questo circo di fenomeni! Il mio voto sarà nullo? Quindi? Cosa cambia?