In Verità

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mercoledì 21 novembre 2012

MONTI E LA SINDROME DELLA NEGAZIONE



Monti, scorrazzando per il Golfo Persico in cerca di “compratori” che ancora si ostina a chiamare investitori, tiene a precisare che l’Italia non solo è un paese stabile finanziariamente ma che il peggio è passato e anche se la famosa luce in fondo al tunnel non si vede, il tunnel se lo sta arredando con mobili Ikea. La cosa strana è che il Presidente del Consiglio non tiene conto di ciò che sta accadendo in Europa. Solo ieri Moody's – la più importante agenzia di rating – toglie alla Francia la tripla A, forse per il timore che un governo di sinistra possa azzardarsi a fare politiche sociali a discapito del debito pubblico accumulato in questi anni - un po’ di terrore finanziario rimette tutto al suo posto e calma i desideri di sovranità dei debitori, piccoli o grandi che siano – e oggi si ha notizia che la Germania fa saltare l’accordo per sostenere la Grecia. In fondo Berlino teme che il paese che ha dato vita alla civiltà da queste parti – e in occidente in generale - sia un secchio bucato – in poco tempo l’Europa ci ha già rimesso 15 miliardi di euro che non rivedrà -, un debito pubblico arrivato al 170% e destinato a lievitare sino a diventare incolmabile è preoccupante per chi sin dal 2010 ha cercato di specularci sopra, ma erano solo due anni fa; strano che nessuno abbia messo in conto un’ipotesi del genere visto che eravamo già in piena crisi.
Dopo una riunione finita alle 5 di questa mattina  il premier greco Antonis Samaras  esce sconfitto: i 44 miliardi di euro promessi non li avrà! Ma Samaras ci riproverà lunedì.
Senza saper né leggere e né scrivere non sembra che le fiamme in tutta Europa siano state spente e la catastrofe finanziaria evitata, come sosteneva solo ieri il nostro Monti, ancora corteggiato dal Gota finanziario mondiale che lo vorrebbe vedere ancora Presidente del Consiglio di questo paese. Credo che Monti sia in piena fase di rimozione e negazione… sarà il vento elettorale che inizia a soffiare?