In Verità

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lunedì 5 novembre 2012

Amarcord:IMPROVVISAZIONE


Danzano i miei occhi, tersi come un mattino, e profondi si fermano sulla punta delle cose. Una casa, una finestra illuminata e tendine mosse dal vento. Sono in bilico al confine degli sguardi e un vortice di foglie mi insegna a cedere al vento. Mano nella mano due amanti si riparano sotto un bacio… alla luce di un sorriso. La vita è sdrucciola e noi vogliamo passi decisi e tronchi, imperativi piantiamo nel deserto mentre sbocciano agli angoli dimenticati e mai visitati sempreverdi interrogativi. Labirinti di parentesi su fogli bianchi, incisi, note a margine e dittatura dell’ottavo. Mi inebrio di toni dada mentre la logica vuol rigore: Pianta scura e selvaggia, edera impera nel muschio abbandonato sul marciapiede… è tenace e forte.. oltre i passi, più delle auto pesanti. Il bastone del vecchio è metronomo sotto la sua coppola, e il suo tamburar nel briccio segna il passo all’universo. È lui il tempo, il suo zoppicare, arrancare infermo e allegro di ultima vita. Gli amanti rubano tempo alla noia e fanno all’amore con le mani, fremono sino al dolore ma non si possono avere, lì nella strada si abbandonano e soffrono di piacere. Cadono l’uno nell’altra come impazziti e si mordon le guance. Tagliano il tempo del bastone universale di traverso e lo strusciar nell’imbrecciato si fa inguaribile graffio alleviato solo dall’acqua delle bocche. Si sostengono cedendo, si abbandonano nell’abbraccio soffocato. Non vogliono il tempo e il vecchio incosciente è un demone che annuncia per loro l’oscurità del giorno mentre desiderano solo la luce sottile della notte ormai in aurora. Accecati cercano il buio nell’ombra di un portone e l’umido delle pareti si fa volta stellata, ma l’adagio del mattino è inesorabile. Un bacio e un altro ancora da rubare alla crudeltà, si dividono, ma ancora si cercano, una briciola di notte gli è rimasta sulle labbra e se ne vogliono sfamare. Famelici si stringono a voler esser uno ma tutto intorno gli è nemico. Si separano… il vecchio alza il cappello e mi saluta sorridendo.