In Verità

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giovedì 8 novembre 2012

Amarcord:FILASTROCCA DELLO STREGATO AMORR!


Giran giran le lancette, i raggi delle biciclette e per via non trova dimora l’anima mia. Arruffato e felice ti faccio delle mie parole musa e nutrice. Non son poesie, tantomen canzoni ma aliti di vento, arabeschi di emozioni. Cartapesta dai tuoi occhi colorata, brace dalla tua bellezza infiammata. Su pietre lisce t’ho disegnata e lasciate le ho al mar… ma nessun onda te le potrà mai portar. E qui d’amor inzuppato aspetto il tuo zefiro incantato. Sai? qui sul bagnasciuga per il cul mi prende una tartaruga, ma il mio latte gitano t’attende mentre sulla rena per le braghe mantengo l’indomabile acrobata nano. E se nella notte risposta non avrò ali di gabbiani con le mani alla luce del fuoco imiterò e da te volerò. Al merlo della maga il tuo nome ho insegnato però questa finzion non m’appaga, ma la strega è adirata perché dei tarocchi dell’amor fu derubata; le ho lasciato in cambio rubini, antiche monete e diamanti. Ma senza prezzo è il dono degli amanti e una feroce preghiera m’ha lanciato la pericolosa fattucchiera. Che mi sfami col pan stantìo della tua assenza finché il campionato non lo vinca il Cosenza!