In Verità

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domenica 21 ottobre 2012

La Gabanella e il Ratto!




Mentre Sallusti twitta secondo per secondo la sua odissea giudiziaria e prima ancora di andare in carcere ha già redatto le “sue” prigioni nonché proposto un film sulla sua avventura editoriale eroica e senza compromessi – un film comico insomma – , nel frattempo si lavora di fino per limitare il giornalismo vero. Siamo in periodo elettorale e la Gabanelli e la sua redazione sono abituati a questo tipo di attacchi. Si avvicinano le primarie del Pd, ad aprile ci saranno le elezioni nazionali e, prima ancora, le elezioni anticipate per la regione Lombardia… e, signori, la casta deve tutelarsi! Quindi va posto un argine efficace contro inchieste scomode. Casca così a fagiolo l’emendamento del berlusconiano Giacomo Caliendo che annulla praticamente qualsiasi forma di tutela dell’editore nei confronti dei propri giornalisti. Insomma, non è più la testata a rispondere degli attacchi ai propri corrispondenti  – eventuali denunce o querele – ma il giornalisti stessi. Ovviamente ne consegue una inevitabile limitazione  del campo di azione e di libertà del giornalista – soprattutto il freelance –, il quale prima di dare una notizia calda o pericolosa ci pensa mille volte. Ed ecco una forma di autocensura indotta dall’esterno. Limitare i mezzi e le garanzie affinché tutti si calmino e si “facciano i fatti loro”. 
Siamo una nazione pigra, cronicizzata oramai dalla utile patologia della distrazione: malattia insinuatasi nei nostri mezzi di comunicazione dalla fine degli anni 70’. La formula della “Distrazione di Massa” dell’intrattenimento è tanto semplice quanto efficace: tuca tuca, quiz, ballettini insulsi, e una forte percentuale di patonza… e il gioco è fatto! Da Drive-in a Uomini e Donne, passando dai cartoni animati ai Cesaroni. Diciamolo, siamo rintronati cronici. E qui il Ratto si è insinuato alla perfezione! il Ratto è un ombra fuligginosa, scaltra, inizialmente non fastidiosa, sempre paziente e silenziosa. Vive a suo agio ovunque e ovunque riesce a riprodursi celermente. Come scriveva Plauto ne il Truculentus: “Pensa a quanto il topo è saggio:non affida mai la sua vita a un solo buco.”  Il ratto si è adagiato sul nostro desiderio di evadere e di non pensare e ha generato unte e infette colonie di simili che col tempo sono divenute sempre più affamate, voraci, violente ed insensibili nei confronti dell’ ambiente che le ospita sino a desertificarlo totalmente. Report consiste invece in una zona derattizzata che spesso ci sbatte in faccia ciò che abbiamo permesso, abbiamo concesso alla colonia dei ratti. In una sola serata di inchieste riesce a farci indignare e incazzare per almeno tre o quattro giorni prima che la malattia della distrazione si riappropri di noi.  Beh direi che prima che la fogna abbia il sopravvento dovremmo cercare di tutelare quelle poche profilassi che di tanto in tanto ci svegliano.