In Verità

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lunedì 10 febbraio 2014

FRIEDMAN, MONTI E IL GIORGIOGATE



Siamo ad una svolta.. ma fermi in curva e in panne da tempo immemore! Napolitano è un complottista senza scrupoli. Già nell’estate del 2011 il Presidente della Repubblica aveva in mente di affidare a Mario Monti la guida del governo in vista di un fallimento di Berlusconi. E’ lo stesso Monti a dichiararlo in un’intervista ad Alan Friedman:  “nel luglio del 2011, Napolitano mi diede segnali in quel senso, chiedendomi se ero disponibile a guidare un governo tecnico.”

Dopo questo “sensazionale scoop” di Friedman è successo di tutto: Forza Italia e il M5S gridano allo scandalo chiedendo a gran voce la testa del sovrano; Minzolini addirittura dichiara, “apparentemente a parole sue”, di “rivalutare” l’impeachment per Napolitano dei pentastellati. Il senatore di Forza Italia negli ultimi tempi fa un uso improprio della sua lingua, strumento - nel suo caso - ideato unicamente per allietare in silenzio ben altre superfici!
   
Che Napolitano ami  patologicamente gli esecutivi accozzaglia, definendoli di respiro trasversale e di interesse nazionale,  è cosa nota, e questa notizia non aggiunge nulla di nuovo. Come scrive Travaglio, già il compianto Padoa Schioppa ricordava quanto Napolitano premesse per un governaccio modello “cinepanettone di Natale”, dove le forze politiche non sono altro che un miasma indistinto, casereccio, volgare e chiassoso, il cui unico compito consiste nell’approvare – rigorosamente a pancia e tasche piene - leggi proposte da un “designato” dal Quirinale (ogni riferimento al governo Letta è puramente intenzionale).
Dunque dov’è la novità? Se scaviamo un altro po’ scopriremo che Napolitano anelava morbosamente le larghe intese dai tempi di Occhetto; scrivendogli alla chetichella sui suoi foulard a mo di promemoria “con viva e vibrante intenzione I Love governo di coalizione”.

Non possiamo certo dire che Napolitano sia il migliore dei presidenti possibili, anzi non lo possiamo dire per niente, ma da qui a gridare al Giorgiogate per far vendere più copie del libro di Friedman è troppo.

Che nel luglio del 2012 Napolitano abbia vagliato nel circondario un’alternativa a un Berlusconi oramai fuori di cotenna, plurinquisito, erotomane e favoreggiatore della prostituzione minorile credo sia il minimo. Se hai Berlusconi al governo un piano B si rende necessario! Devi per forza tenere in caldo una seconda opzione se hai a che fare con Presidente del Consiglio che chiama “culona inchiavabile la Merkel” e che abusa del suo potere cercando di far dichiarare ad un intero parlamento che la sua amante minorenne marocchina è in realtà la nipote del presidente egiziano!
Forse nessuno ricorda che Berlusconi in campo europeo e internazionale non era tenuto in nessuna considerazione, per usare un eufemismo: a Silvio non lo cagava più nessuno! Mettiamocelo in testa, fuori dai patri confini il nome Berlusconi è oramai sinonimo di ridicolo. Un nome, oramai innalzato a sostantivo, destinato a soppiantare definitivamente l’oramai stantio e anacronistico “scemo del villaggio”!

Certo, c’è anche da dire che Napolitano non ha fatto un affare nel consultare Monti; l’esperienza di governo del professore è stata tanto sediziosa quanto drammatica, peggiorando oltretutto lo stato delle cose.

Diciamola tutta, re Giorgio non sa scegliersi gli amici, e l’attuale governo dello spretato Enrico ne è l’ulteriore riprova. Forse le sue scelte sono state oculate e precise per blindare in tempi di crisi gli interessi degli istituti bancari e della Bce, ma è fuor di dubbio che sono state totalmente disastrose per il resto del paese.

Se proprio vogliamo recriminare qualcosa al nostro “pseudo-sovrano” non dovremmo soffermarci inutilmente sul quando ha contattato Monti, ma piuttosto sul perché lo ha fatto. Napolitano, nel chiedere prima a Monti e poi a Letta di governare, chi o cosa ha voluto favorire? Con quali intenzioni lo ha fatto? E perché ha preferito mandare definitivamente in totale malora l’intera economia di una nazione già in ginocchio per tutelare gli interessi di pochi e i privilegi di una classe politica oramai irrimediabilmente compromessa?