In Verità

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venerdì 18 ottobre 2013

NAPOLITANO BENEDICE LA LEGGE DI STABILITA’


Mai visto due persone spalleggiarsi con tanta devozione come Letta e Napolitano. I padri del mostriciattolo delle “larghe intese” oggi hanno lavorato alacremente su due fronti per difendere l’ “inoperato attivo” dell’esecutivo. Letta, oramai convinto di aver fatto voltare pagina all’Italia mettendo all’angolo un ultrasettantenne già condannato in via definitiva (in realtà ha scoperchiato un vaso di Pandora terrificante visto che Berlusconi arretrando ha sciolto dalle catene “creature” del calibro di Giovanardi, Alfano, Formigoni, Brunetta e Cicchitto) crede di essere diventato Hanry Kissinger e, millantando falsa modestia, ha dichiarato prima che metterà d’accordo tutti gli scontenti, dalle dimissionario Monti al bipolare Fassina, perché è oramai avvezzo all’instabilità, e poi ha tenuto a precisare che solo il suo governo ha abbassato le tasse, affermazione che ricorda tantissimo quelle del caro amico dello zio! Bisognerebbe ricordare a Letta che alzare di un punto l’iva, aumentare le accise dei carburati, nonché modificare i nomi delle imposte per poi spalmarle e confonderle in altre voci già esistenti non può “esattamente” definirsi un abbassamento delle tasse.  Potremmo usare tantissime definizioni per le politiche fiscali – alcune tanto fantasiose quanto estremamente volgari – ma “riduzione della pressione fiscale” non è contemplata tra queste.
Napolitano, a sua volta, con un comunicato stampa esprime soddisfazione sulla legge  di stabilità, anche se chiede al governo di utilizzare con criterio le risorse garantite dalla Ue, soprattutto per il Mezzogiorno, perché  in passato ci sono stati troppi sprechi – molti dei quali dissolti non troppo “misteriosamente” nel nulla. Inoltre esorta l’esecutivo ad esser sì coraggioso ma con saggezza; perché il coraggio senza saggezza è solo incoscienza, e in un momento così difficile il paese non può permettersi gesti avventati: “Il coraggio facile è quello del dire “bisogna fare di più, non bisogna temere di fare di più”. Tutto questo però è molto retorico e bisogna stare attenti a evitare che il coraggio troppo facile non significhi poi coraggio poco responsabile”.
Napolitano chiede dunque a tutti di stare coi piedi per terra, recita insomma la parte del “Buon padre di famiglia”, peccato però che ultimamente riconosce la paternità solo di Enrico Letta, ignorando – ma solo per distrazione ci mancherebbe – il resto del Paese.

Ma ha ragione il “Nostro” Presidente… tutti sono bravi a parole, quelli che contano sono i fatti. E lo stato sta agendo! Perché proprio oggi il governo del “Fare” ha deciso di investire 80 milioni di euro all’anno per dieci anni per rinnovare la flotta della Marina Militare, soldi che vanno ad aggiungersi ai 2,18 miliardi di euro già “regalati” al Ministero della Difesa dopo averli dirottati da quello dello “Sviluppo Economico.” Non so a chi dobbiamo dichiarar guerra, ma non ci troveranno di certo impreparati!