In Verità

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giovedì 6 giugno 2013

PRESIDENZIALISMO, OVVERO LA CALATA DEI BARBARI!


Quale miglior presupposto per la libertà se non la consapevolezza? Quale migliore tutela per i cittadini se non un pluralismo di voci  capace di offrire chiunque uguaglianza di diritti, di possibilità, di espressione e di credo?
Quali migliori strumenti per la realizzazione dell’individuo se non l’istruzione e il lavoro? conoscenza e indipendenza insomma.  
Questi, con ogni probabilità, furono le fondamenta imprescindibili che diedero vita alla nostra Costituzione.
Dopo un ventennio di fascismo e una guerra che ci vide non solo perdenti sul piano bellico ma anche su quello etico e civile  – anche se con l’armistizio siamo l’unica nazione che, passando al volo sul carro dei vincitori,  sulla carta ha “nominalmente” pareggiato una guerra  -, la costituente cercò in ogni modo di arginare ogni possibile deriva dittatoriale, cultuale e personalistica del potere politico, cercando di offrire un sistema democratico incentrato sulla priorità del diritto, anteponendo la tutela del cittadino sopra ogni cosa. Il diritto a questo punto diventava un muro giuridico invalicabile contro il quale sarebbe andato a sbattere anche il potere. Qualsiasi governo non poteva prescindere dalla tutela de diritti per realizzarsi. Insomma, chi voleva comandare non poteva non garantire i diritti costituzionali. Si scelse così una democrazia parlamentare (cosa mai davvero realizzatasi in toto) con due camere distinte (Parlamento e Senato) elette dai cittadini – espressioni dirette del pluralismo delle idee, delle ideologie di tutti - un esecutivo che rispondeva a queste per ogni decisione e un Presidente della Repubblica “difensore e garante” della Costituzione, figura solo in apparenza formale e indiretta, ma di fatto una sorta di estrema tutela e garanzia delle libertà e dei diritti espressi nella carta costituzionale.
Un meccanismo, come scrisse Burke della Costituzione Inglese,  di pesi e contrappesi raffinatissimo, un orologio perfetto realizzato per bilanciare e misurare diritti e doveri, garanzie e responsabilità, oneri e poteri.
Ovvio che messo in mano a “barbari” questo meccanismo non solo è sprecato ma risulta loro eccesivo, complesso da capire, poco semplice, se non addirittura inutile.
Ora si parla di “semplificazione”… perché i barbari sono furbi: mica è colpa loro che non ci arrivano a capire? No! E’ il meccanismo ad essere “difficile”. Gli stessi barbari – accozzaglia di ignoranti autodefinitasi moderna e al passo coi tempi – ritengono questo sistema lento, burocratizzante, non adatto alla  contemporaneità; anche qui c’è una profonda furbizia: dopo sessanta anni di leggi e leggine, di norme e note che hanno “soffocato” i principi costituzionali, sino ad arrivare a leggi ad personam, a stravolgimenti bestiali dei diritti e dei privilegi - i secondi li hanno spacciati per primi per generare  un mostro che nessuno nomina ma che possiamo ben battezzare come il “diritto dei privilegiati al privilegio” -, i barbari hanno ben pensato di attribuire anche in questo caso la responsabilità alle fondamenta costituzionali e non al loro lento e inesorabile annegamento in una giurisprudenza indecente propagatasi in modo endemico negli anni.       
Lo stesso presidente della repubblica partecipa e si rende complice della barbarie: detta tempi e modi, agisce – sotto il vessillo dell’emergenza – contro la Costituzione che dovrebbe difendere, nominando due governi a termine,  si impone alle camere, e viene meno al dettame dell’imparzialità favorendo questo o quel colore di governo, fino a preferire il grigio dell’esecutivo che è attualmente in carica. Le volontà elettorali, dunque, sono state scavalcate, il potere delle camere annullato, il pluralismo di voci soffocato, e tutto nel silenzio generale. Sì… qualche mormorio, qualche lamentela, sempre sussurrata ma mai dichiarata.
Ma ai Barbari non basta, no! I Barbari vogliono il “presidenzialismo”, forma indiretta di rappresentanza ricordiamolo; perché quando l’elettore sceglierà il suo candidato non sceglierà più un’idea, un programma o un insieme di rappresentanti ma solo un nome, una persona, cioè proprio quello che i padri costituenti volevano evitare.
La Costituzione Italiana si oppone per sua stessa natura al  personalismo, alla possibilità che il potere possa cadere nelle mani di un soloindividuo. Accettare il Presidenzialismo significa annullare la Costituzione di questo paese. Non è affatto vero quello che dicono i barbari, e cioè che basta modificarla, è falso! Loro si accingono a stravolgerla, a violentarla, ad umiliarla nel suo spirito e nelle sue intenzioni. La loro ignoranza e la loro  inettitudine saranno causa della definitiva distruzione delle istanze repubblicane, della democrazia, delle libertà e dei diritti garantiti. Ne fossero almeno capaci, si potrebbe arginare il danno, ma siamo davanti a degli inetti, a delle tarme brave solo a rosicchiare, a dei parassiti capaci solo di ammalare i corpi che abitano fino a farli morire.
Esistono solo due tipi di passato: quello in cui chi ci ha preceduto è stato migliore di noi e del quale possiamo solo cercare di essere all’altezza, e quello dove chi è venuto prima è stato solo un pessimo esempio che ha lasciato solo macerie. Ed è troppo facile comprendere quale eredità ci è toccata in sorte.