In Verità

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sabato 16 marzo 2013

ATTENTI ALL’ALLUPATO



Nonostante vi siano tante facce nuove in Parlamento perché mi è salita la pressione vedendo le vecchie? Ne ho adocchiati tre: l’ex Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ha tentato di mimetizzarsi con un nuovo taglio di capelli ma si è fatta scoprire quando ha urlato ad un collega del Pdl: “ahoo se beccamo!”. L’ex Presidente della Regione Lombardia Formigoni, che tentava inutilmente di contattare il Vaticano chiedendo insistentemente di parlare con un certo "Francesco" perché ha uno stock di giacche colorate molto casual da sbolognare. Ed infine lui, proprio… lui Scilipoti! Quando l’ho visto sono andato in crisi.. e ho iniziato a pregare ripetendo ossessivamente: “Ti prego fa che sia Danny De Vito, fa che sia Danny De Vito…” ma niente! Aspettiamo tutti il rientro del guercio d’Arcore, questo pirata della decenza. Già lo immagino… fiero della sua benda all’occhio, accovacciato sulla spalla destra Cocorito Bondi e Brunetta come provvisoria gamba di legno.  C’è una sola dote di Berlusconi che invidio ed è quella che spacca tutto: la sua tenacia! La capacità di risorgere dalle proprie ceneri con tanta caparbietà e faccia tosta che in confronto l’Araba Fenice è una pollanca rassegnata che si è già spennellata petto e cosce con rosmarino e olio.
Quando tutti credono che sia finito, caccia dal cilindro una nuova idea – e qualche minorenne. Noi crediamo che si stia facendo da parte, come è accaduto altre volte – troppe volte – e invece ritorna… EGLI VIVE! L’ultima tornata elettorale è esemplare a proposito: gli è bastato dire una cazzata, attivare gli amici degli amici, comprare qualche milionata di voti e il gioco è fatto… è ancora lì con la sua ciurma di fedelissimi – visto l’uveite Gasparri era persino disposto a donare le sue cornee, praticamente nuove.. basta solo una decisa convergenza e solo gli appostamenti della Boccassini li ha fatti desistere!
Giorni fa parlando con un caro amico inquietati ma con tanta voglia di ironia per sdrammatizzare abbiamo trovato un solo paragone storico con il  “nano eterno”, ed è stato un accostamento tanto terrorizzante quanto calzante. Abbiamo viaggiato con la fantasia sin nella steppa siberiana zarista e ripescato la funerea figura di Rasputin!
Grigorij Efimovič Rasputin … era un semplice contadino, sposato con tre figli (solo un caso?), poi peregrinò sul monte Athos - dove anche gli animali sono tutti di sesso maschile -  e si illuminò – con cosa è ancora un mistero. Offrì la sua mediocre vita ad una religiosità di stampo orgiastico (anche questo solo un caso?), fino ad arrivare alla corte dei Romanov con la fama di santone con oscuri poteri paranormali (si narra che riuscì a guarire l’unico figlio maschio dello Zar dall’emofilia e almeno lui un miracolo all’attivo ce l’ha Berlusconi ancora no, ma se si levasse dai coglioni la cosa potrebbe essere annoverata come “grazia” ed è già un risultato).
Ma anche Rasputin come il nostro era abitato da un attaccamento feroce alla vita e la storia della sua morte lo dimostra: fu ordita una congiura per assassinarlo e con la scusa di una cena a casa del principe Jusupov si decise di avvelenarlo col cianuro. La cosa bella è che ci riuscirono! Rasputin dopo il primo, il secondo, contorni, sorbetti tra carne e pesce, frutta, dolce e caffè e decine di bicchierozzi di vodka allungati al cianuro frantumati nel camino prese una bella dose di veleno…. ma niente! neanche un sintomo! Che ne so…  un po’ di mal di testa, un principio di dissenteria! niente di niente! Tranne pallidi segnali di abbiocco postprandiale il monaco stava meglio di prima. Allora i congiurati spaventati e allibiti dalla resistenza di Rasputin decisero di sparargli: il primo colpo fu al fianco… ma non servì – anzi lo aiutò a liberarsi da un po’ d’aria accumulata nel pancino -, il secondo alla schiena: e lì lo sentirono dire: “Sapete, ho un leggerissimo fastidio ai reni. Saranno stati gli asparagi?”…. il terzo colpo fu sparato in fronte, ma anche lì non erano certi, anche perché delirante il santone aveva chiesto un cachet!
Mossi dalla disperazione i poveri assassini lo trascinarono su una barca e lo gettarono nel fiume Moika – ricordiamo che era il mese di dicembre del 1917.
Il cadavere di Rasputin spuntò il giorno seguente e dopo aver recuperato il corpo fu fatta un’autopsia dalla quale emerse che nel suo corpo non vi era la minima traccia di cianuro – il tipo digeriva anche l’uranio probabilmente -, che non morì per i tre colpi di pistola subiti e neanche per annegamento… bensì per “assideramento”. In poche parole il monacaccio morì dal freddo nonostante fosse stato precedentemente avvelenato, sparato tre volte – tra cui un colpo di grazia alla testa - e annegato…! Lì dove ognuno di noi sarebbe passato a miglior vita già solo per “coma alcolico e indigestione” Rasputin non fece una piega e forse si stava preparando anche per un bicchiere di amaro digestivo della buonanotte con la famiglia imperiale.
Quindi occhio gente… non abbassiamo la guardia, potrebbe esistere la reincarnazione e il monaco - per il suo cattivo karma - può essersi insinuato nel guercio di Arcore.